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L’inclusione è un diritto, non una concessione.
Non dipende dalla buona volontà di qualcuno, né da generosità : è un diritto umano fondamentale, riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD), ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009, e dalle normative europee e nazionali sulla non discriminazione.
Cosa significa in pratica
Le persone con disabilitĂ hanno diritto a:
- partecipare pienamente alla vita sociale, culturale, lavorativa e politica
- pari opportunitĂ rispetto agli altri
- accessibilitĂ , accomodamenti ragionevoli e protezione dalla discriminazione
Lo Stato e la societĂ hanno il dovere di rimuovere barriere fisiche, culturali e sociali che impediscono la piena partecipazione.
Perché non è una concessione
Una concessione:
- può essere negata o ritirata
- dipende dalla volontĂ di altri
- crea disuguaglianza
Un diritto:
- è garantito dalla legge
- non si negozia
- deve essere rispettato sempre
Quando l’inclusione viene trattata come concessione, si rafforza una visione assistenzialista e si nega la pari dignitĂ
Inclusione significa trasformare la societĂ
Non si tratta di “adattare” le persone al sistema, ma di rendere il sistema accessibile:
- ambienti e servizi inclusivi
- politiche e procedure eque
- autonomia e autodeterminazione per tutti
In sintesi
- L’inclusione non è un favore
- L’inclusione non è facoltativa
- L’inclusione è un diritto esigibile
- Non si ringrazia per un diritto
- Non si chiede il permesso di essere inclusi
- Si pretende il rispetto delle leggi e della dignitĂ .
Agisci ora!
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