Non esiste un unico modo di accettare
Accettare una disabilità non è facile in nessun caso. Non esistono tempi giusti né percorsi uguali per tutti. Molto però cambia se una disabilità è presente fin dall’infanzia o se arriva in età adulta.
Quando la disabilità è presente fin dall’infanzia
Quando la disabilità è presente da piccoli, spesso non viene vissuta subito in prima persona, ma attraverso i genitori. Sono loro ad affrontare per primi la diagnosi, la paura e l’incertezza. Accettare una situazione difficile non è semplice, ma quando ci sono dei figli diventa necessario rimboccarsi le maniche per il loro bene.
La scuola: il primo confronto con le difficoltà
Nei primi anni di vita il bambino cresce in un ambiente protetto. La vera fase di convivenza e di consapevolezza inizia con l’ingresso a scuola, spesso già nella scuola primaria. È lì che emergono le prime difficoltà: il confronto con i compagni, le differenze, i limiti, le barriere non solo fisiche ma anche relazionali. È in quel momento che il bambino o la bambina inizia a percepire di non essere come gli altri.
Quando la disabilità arriva in età adulta
Diverso è quando la disabilità arriva in età adulta. In quel caso irrompe in una vita già costruita, mettendo in discussione autonomia, identità e progetti. È più difficile da accettare, perché costringe a fare i conti con ciò che si era prima. La domanda “perché proprio a me?” diventa quasi inevitabile.
Accettare non significa arrendersi
Accettare una disabilità non significa arrendersi. Significa riconoscere la propria realtà per poterla abitare in modo nuovo, ricostruendo equilibri e possibilità, anche quando il percorso è faticoso.
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Io da piccola – uno dei ricordi più belli
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