In punta di spada, oltre ogni confine: la scherma non vedenti fa la storia a Milano

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Tre colpi sordi contro le pedane, un boato corale e la sensazione che qualcosa di straordinario sia appena successo. A Milano, l’Arena Giuriati del Politecnico ha ospitato il 6° Trofeo Internazionale di Scherma non vedenti “Città di Milano”, trasformandosi nel palcoscenico globale di una rivoluzione sportiva nata sedici anni fa.

​Da un’utopia in Sicilia al palcoscenico mondiale

​Tutto è iniziato nel 2010, grazie a un‘intuizione del Maestro Giancarlo Puglisi. Quella che all’epoca sembrava un’idea visionaria — permettere a persone non vedenti di tirare di scherma esattamente come chiunque altro, abbattendo il pregiudizio che legasse questo sport solo alla vista — è oggi un movimento internazionale inarrestabile, partito dalle scuole del Sud e della Sicilia e arrivato a conquistare il mondo.

​Questa sesta edizione milanese, organizzata dall’Accademia Scherma Milano con Scherma Modica e la Federazione Italiana Scherma, ha fatto le cose in grande: atleti da sei Paesi diversi e il ruolo ufficiale di competizione pilota per la World Para Fencing, con lo sguardo dritto verso i Giochi Paralimpici. Sotto i riflettori, a trionfare in pedana, sono stati Giulio Pieraccini e Veronica Tartaglia.

​Perché proprio la Spada e come funziona?

​Chi si avvicina per la prima volta a questo sport si chiede: perché solo la Spada e non il Fioretto o la Sciabola? La risposta sta nella fisica e nelle regole:

  • ​Bersaglio totale: Nella spada tutto il corpo è un bersaglio valido, dalla testa ai piedi. Non ci sono zone “fuori bersaglio” che richiederebbero un controllo visivo complesso.
  • ​Niente “convenzioni”: Nel fioretto e nella sciabola ci sono complesse priorità tattiche da interpretare visivamente. Nella spada vige la regola d’oro dell’immediatezza: chi tocca per primo, segna il punto.

​I trucchi geniali per la parità totale:

  • ​La striscia tattile in metallo: Una guida sul pavimento che permette agli atleti di orientarsi e mantenere l’asse centrale in autonomia.
  • ​Il suono differenziato: Un feedback acustico immediato per capire subito quando la stoccata è andata a segno.
  • ​La mascherina oscurante: Indossata sotto la maschera principale, azzera qualsiasi residuo visivo, mettendo in perfetta parità ciechi totali e ipovedenti.

Nella foto in evidenza troviamo il podio femminile mentre all’interno troviamo il podio maschile

​Il futuro è già iniziato

​Il successo di Milano non è un punto d’arrivo, ma il trampolino di lancio per la stagione 2026/2027, che vedrà una crescita del calendario nazionale:

  • ​Le tappe chiave: San Lazzaro di Savena (a novembre), Napoli (marzo), Roma (aprile) e il gran finale con i Campionati Italiani Assoluti a Roma (giugno).
  • ​L’obiettivo globale: Consolidare il ranking internazionale per portare la disciplina dritta nel futuro del programma paralimpico.

​Lo sport inclusivo non ha bisogno di compassione o retorica, ma di regole certe e talento puro. E quel suono di ferro battuto sulla pedana è una promessa: la strada è tracciata, e il bello deve ancora venire.

​Entra a far parte del cambiamento

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