🎧 Ascolta l'articolo letto da Nicoletta:
Ci sono luoghi dove lo sport diventa linguaggio universale, e ogni gesto racconta una sfida vinta.
La scherma paralimpica è uno di questi: una disciplina che unisce tecnica, ascolto e determinazione, trasformando il movimento in libertà .
In questo articolo ripercorriamo la sua storia, l’evoluzione in Italia e l’esperienza di Modica, dove maestri, atleti e realtà locali collaborano per rendere la scherma davvero accessibile a tutti.
Origini della scherma paralimpica
La scherma paralimpica nasce nel secondo dopoguerra grazie al neurochirurgo Guttmann, fondatore dei Giochi di Stoke Mandeville (1948).
Guttmann intuì il potere riabilitativo dello sport per le persone con lesioni spinali, adattando la scherma per essere praticata da atleti in carrozzina fissata a terra, senza alterarne i principi tecnici.
Dal 1960, con le prime Paralimpiadi di Roma, la scherma in carrozzina entra ufficialmente nel programma paralimpico, diventando uno sport spettacolare e di grande valore educativo.
La scherma paralimpica in Italia
In Italia, la Federazione Italiana Scherma (FIS) ha promosso corsi e competizioni dedicate fin dagli anni ’80.
Nel 1990, la disciplina è stata riconosciuta ufficialmente, con regole uniformate all’IWAS (International Wheelchair and Amputee Sports Federation).
Atlete come Beatrice Vio “Bebe” hanno dato prestigio internazionale alla scherma paralimpica italiana, ma il movimento è cresciuto anche grazie a tanti atleti e maestri attivi nei territori, che hanno reso possibile un autentico percorso di inclusione sportiva.
Modica: inclusione attraverso la scherma
A Modica, la scherma è diventata un vero laboratorio sociale di inclusione per persone con disabilità motorie e sensoriali.
La collaborazione tra la Scherma Modica, il dottor Giuseppe Cicero e il supporto tecnico dell’Officina ortopedica locale ha permesso di garantire sicurezza, adattamenti personalizzati e strumenti adeguati per ogni atleta.
Grazie al maestro Giancarlo Puglisi, sono nate due sezioni fondamentali:
2010: scherma per non vedenti — prime esperienza pionieristica in Italia;
2015: scherma in carrozzina — un percorso inclusivo dedicato alle persone con disabilità motorie.
Queste iniziative hanno trasformato la Scherma Modica in un modello di integrazione, autonomia e crescita personale.
La scherma per non vedenti
La scherma per non vedenti è una disciplina altamente tecnica e sensoriale.
Gli atleti si allenano sviluppando ascolto, orientamento e percezione del movimento.
Durante gli assalti, le distanze vengono regolate tramite il suono, il contatto fisico con l’arma dell’avversario (lama o coccia) mentre le strisce in metallo posizionate sulla pedana aiutano gli schermidori a mantenere la direzione.
I comandi vocali del maestro diventano fondamentali per guidare i movimenti e favorire l’autonomia dell’atleta.
A Modica, il gruppo di atleti non vedenti ha rappresentato una svolta culturale: ha mostrato come la scherma possa essere vissuta attraverso il suono, il ritmo e la fiducia reciproca.
L’esperienza è stata riconosciuta come una delle più significative a livello nazionale per innovazione e valore educativo.
Maestro Giancarlo Puglisi
Il maestro Giancarlo Puglisi unisce competenza tecnica e sensibilitĂ umana, rendendo la scherma uno strumento di crescita personale e riscatto.
Ha creato opportunitĂ per ragazzi e adulti, promuovendo concentrazione, equilibrio, ascolto e reattivitĂ .
La scherma, nelle sue mani, diventa non solo sport, ma percorso educativo, sociale e di consapevolezza.

Assalto scherma non Vedenti – Antonio e Carmelo mentre si allenano in sala

Il Maestro Giancarlo Puglisi
La mia esperienza personale
Ho iniziato a praticare scherma perché volevo mettermi in gioco, affrontare la quotidianità con più energia e superare i limiti che la vita pone davanti.
Alla Scherma Modica ho scoperto me stessa e le mie capacitĂ .
Grazie al mio maestro Giancarlo Puglisi, ho imparato che la scherma è condivisione, collaborazione e lavoro di squadra.
Gare e allenamenti significano confrontarsi con altre societĂ in un rapporto competitivo ma amichevole, dove la sfida stimola a migliorarsi e a creare legami con gli altri atleti.
La scherma insegna rispetto delle regole, autocontrollo, concentrazione e valorizzazione dei rapporti umani — qualità che si riflettono nella vita di ogni giorno.
Uno sport che guarda al futuro
La scherma per non vedenti e in carrozzina a Modica dimostra come tecnici, maestri e istituzioni locali possano creare nuove opportunitĂ .
Sempre piĂą societĂ in Italia aprono le porte agli atleti con disabilitĂ , consolidando uno sport che unisce eleganza, tecnica e inclusione.
Call to Action
Ogni stoccata racconta una storia di forza e partecipazione.
Scopri, condividi e diffondi le storie di chi trasforma la disabilitĂ in energia e la scherma in libertĂ .


