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Che cos’è il riconoscimento della disabilità?
Il riconoscimento della disabilità è il processo attraverso cui una commissione medico-legale valuta le condizioni psico-fisiche di una persona per determinare se rientra nei criteri previsti dalla legge per accedere a diritti, tutele e benefici.
Quali sono i principali normativi?
I principali riferimenti legislativi sono:
- Legge 104/1992 – Per il riconoscimento dello stato di handicap e relative agevolazioni.
- Legge 68/1999 – Per il collocamento mirato al lavoro delle persone con disabilità.
- Legge 118/1971 – Per l’invalidità civile.
- Legge 67/2006 – Contro le discriminazioni delle persone con disabilità.
- Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata con Legge 18/2009).
Quali tipi di riconoscimento esistono?
- Invalidità civile – Percentuale di invalidità riconosciuta in base alla riduzione della capacità lavorativa o dell’autonomia.
- Handicap (Legge 104/1992) – Può essere semplice o in situazione di gravità, con diritti specifici (es. permessi lavorativi).
- Disabilità ai fini lavorativi (Legge 68/1999) – Per l’inserimento nel collocamento mirato.
- Cecità o sordità civile – Procedure specifiche per queste condizioni.
- Minori – Valutazione non sulla capacità lavorativa ma sull’autonomia in relazione all’età.
🔹 Come si avvia la procedura per il riconoscimento?
- Certificato medico introduttivo: il medico curante (MMG o pediatra) rilascia un certificato con diagnosi e codice nosologico.
- Invio della domanda all’INPS: tramite patronato o direttamente dal cittadino con SPID, CIE o CNS.
- Convocazione a visita medica: da parte della commissione medico-legale integrata ASL-INPS.
- Esito della visita: verbale provvisorio, poi verbale definitivo.
- Eventuale ricorso: in caso di mancato riconoscimento o valutazione non congrua.
Chi valuta la disabilità?
La valutazione viene effettuata da una Commissione Medica ASL, integrata da un medico dell’INPS. In caso di disabilità ai fini scolastici o lavorativi, possono essere presenti anche esperti come neuropsichiatri infantili, psicologi o assistenti sociali.
Quali documenti servono?
- Certificato medico introduttivo
- Documentazione sanitaria completa e aggiornata (esami, diagnosi, referti specialistici)
- Documento d’identità
- Eventuali deleghe (se si procede tramite patronato o tutore)
È possibile ottenere l’esonero dalla visita?
Sì. Dal 2020, in caso di patologie gravi o certificate (es. oncologiche, neurodegenerative, sindromi genetiche), è possibile richiedere la valutazione sugli atti (senza visita in presenza). L’esonero è previsto anche per casi irreversibili già certificati.
🔹 Quanto tempo ci vuole?
Entro 30 giorni dalla domanda l’INPS convoca a visita (60 giorni se minore).
L’esito può arrivare entro 60 giorni dalla visita.
In caso di urgenze (es. patologie oncologiche), la procedura è accelerata.
🔹 Cosa succede dopo il riconoscimento?
A seconda del tipo di riconoscimento e della percentuale accertata, si può avere diritto a:
Indennità economiche (accompagnamento, assegno di invalidità, pensione)
Iscrizione alle categorie protette
Supporto educativo o scolastico
Progetti personalizzati e presa in carico socio-sanitaria
Cosa succede se la richiesta viene respinta?
È possibile:
Presentare ricorso giudiziario (entro 180 giorni)
Richiedere una revisione presentando nuova documentazione
Ripetere la domanda in caso di aggravamento
🔹 La disabilità va riconfermata?
Sì, se il verbale ha validità temporanea (es. “rivedibile entro…”). In quel caso l’INPS avvia automaticamente la revisione prima della scadenza. Nei casi definitivi, non è prevista nuova visita salvo aggravamento o richiesta specifica.
🔹 Il riconoscimento è lo stesso per minori e adulti?
No. Per i minori, la valutazione riguarda l’autonomia in base all’età e il bisogno di assistenza. Per gli adulti, si valuta la capacità lavorativa residua. Il passaggio alla maggiore età comporta spesso una nuova valutazione.
🔹 Dove posso trovare supporto?
Patronati (CAF, ACLI, INCA, etc.)
Associazioni di tutela (es. ANSiti ufficiali INPS e ASL localiMIC, FISH, AISM, UILDM, etc.)
Sportelli sociali dei Comuni


