FAQ – Cosa fare in caso di inaccessibilità di un edificio pubblico o privato

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1. Quali norme esistono per garantire l’accessibilità in Italia?
  • Legge 13/1989 – Impone che i nuovi edifici o quelli ristrutturati siano accessibili. Nei condomini, un condomino può installare a proprie spese una rampa o un ascensore, e gli altri non possono opporsi.
  • D.P.R. 503/1996 – Regolamenta l’accessibilità negli edifici pubblici (scuole, ospedali, marciapiedi, semafori accessibili, pulsanti in braille).
  • D.M. 236/1989 art 8 – Definisce le specifiche tecniche (rampe ≤ 8%, porte ≥ 80 cm, bagni accessibili, spazi di manovra).
  • Legge 104/1992, art. 24 – Estende gli obblighi di accessibilità anche alle strutture private aperte al pubblico, come hotel e negozi.

2. Cosa fare se riscontro una barriera architettonica?

1. Identifica il tipo di barriera
  • Strutturale: scale senza rampe, porte strette.
  • Sensoriale: assenza di percorsi tattili, segnaletica sonora.
  • Cognitiva: cartelli poco chiari o confusi.
2. A chi rivolgerti:
  • Luogo pubblico (es. marciapiede, ufficio comunale): segnala al Comune.
  • Edificio privato aperto al pubblico (es. negozio, ristorante): contatta il proprietario o il gestore.
  • Condominio o edificio privato: rivolgiti all’amministratore di condominio.
  • Trasporti (stazione, bus): segnala all’ente gestore ( azienda di trasporto locale).
3. Come segnalare
  • Raccogli informazioni dettagliate (indirizzo, foto/video, descrizione del problema).
  • Invia una segnalazione via email, PEC o modulo online (per il Comune) oppure via lettera/email (per un privato).
4. In mancanza di risposta
  • Invia un sollecito.
  • Richiedi accesso agli atti per verificare se è già prevista una soluzione.
  • Se il problema persiste, rivolgiti al Difensore civico regionale o ad associazioni come LEDHA, FISH ECC.
5. Tempistiche
  • In genere, il soggetto destinatario dovrebbe rispondere entro 30 giorni.
  • Se il caso rientra nel PEBA (Piano di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), l’intervento può essere programmato in tempi variabili.
3. Quando l’inaccessibilità diventa discriminazione?

La Cassazione, sentenza n. 17138/2023, ha stabilito che l‘inaccessibilità di un edificio può configurare discriminazione nei confronti di persone con disabilità.

In tali casi, è possibile:

  • Richiedere un risarcimento del danno.
  • Ottenere interventi correttivi, fornendo elementi concreti che rendano plausibile la discriminazione.

Call to action :

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Se trovi un ostacolo, segnala subito e chiedi che venga rimosso.

Ogni segnalazione è un passo verso un’Italia più accessibile e inclusiva per tutti.