Disabilità, amicizia e relazioni: il diritto a una vita sociale piena

There are rights di cui si parla spesso e altri che, invece, passano quasi inosservati. Tra questi c’è il diritto di costruire relazioni autentiche, di avere amici e, se lo si desidera, di vivere una relazione affettiva.

When we talk about disability, l’attenzione si concentra spesso su accessibilità, lavoro, scuola, servizi e assistenza. Sono aspetti fondamentali, ma credo che ci sia un’altra forma di inclusion di cui si parli ancora troppo poco: il diritto a una vita sociale piena.

Mi sono chiesta tante volte perché, nonostante una person can be empatica, disponibile, gentile e desiderosa di conoscere gli altri, costruire amicizie o relazioni affettive possa diventare più difficile quando c’è una disabilità.

Con il tempo sono arrivata a una conclusione: troppo spesso si vede prima la condizione e solo dopo la persona.

Ed è proprio da qui che nasce una delle difficoltà più grandi.

When the disability diventa la prima cosa che viene notata, tutto il resto rischia di passare in secondo piano: il carattere, i valori, i sogni, le passioni, le capacità e il desiderio, comune a tutti, di creare legami autentici.

Il problema non è la disabilità

La difficoltà di instaurare relazioni autentiche non nasce dalla disability, ma dai prejudices, from paura della diversità e dalla tendenza a fermarsi alle apparenze.

A volte non ci si concede nemmeno il tempo di conoscere davvero una persona. Si guarda ciò che appare diverso invece di scoprire ciò che quella persona può offrire.

Eppure ogni individuo ha una storia, delle emozioni, delle qualità e il diritto di essere conosciuto nella sua completezza.

La disabilità è una parte della persona, ma non è tutta la persona.

Le relazioni sono un bisogno umano

Tutti abbiamo bisogno di sentirci accolti, ascoltati e compresi.

Abbiamo bisogno di amicizie sincere, di persone con cui condividere momenti belli e difficili, di sentirci parte di una comunità.

E, se lo desideriamo, abbiamo anche il diritto di vivere relazioni affettive e amorose.

Questi non sono privilegi, ma aspetti fondamentali della vita di ogni essere umano.

L’inclusione passa anche dalle relazioni

Quando parliamo di inclusione, spesso pensiamo alle barriere architettoniche. Ma esistono anche barriere culturali e relazionali che possono essere altrettanto limitanti.

A inclusive society non è soltanto quella in cui una persona può accedere a luoghi e servizi, ma quella in cui può sentirsi accolta, cercata e parte della comunità.

Means imparare a guardare oltre la condizione e incontrare davvero la persona.

Un esame di coscienza che riguarda tutti

Credo sia necessario fare un vero esame di coscienza, come persone e come società.

Dovremmo chiederci quante volte abbiamo lasciato che una caratteristica diventasse il modo principale con cui giudichiamo qualcuno, invece di fermarci a conoscere la persona che abbiamo davanti”.

Pur essendo tutti diversi, condividiamo la stessa dignity e gli stessi rights.

Questa è una reflection che porto avanti perché credo profondamente che nessuno debba essere privato della possibilità di creare legami, sentirsi scelto e vivere pienamente la propria vita sociale.

Tutti abbiamo il diritto di costruire relazioni autentiche, vivere amicizie sincere e, se lo desideriamo, relazioni affettive.

Solo quando smetteremo di vedere prima la condizione e inizieremo a vedere davvero la persona potremo parlare di una società autenticamente inclusiva.

Perché l’inclusione non si misura soltanto dall’assenza di barriere, ma anche dalla capacità di creare connessioni, abbattere i pregiudizi e riconoscere che ogni persona ha diritto all’amicizia, all’amore e a una vita sociale piena.

E voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di sentirvi giudicati prima per una condizione e solo dopo per ciò che siete davvero? Raccontate la vostra esperienza nei commenti: il confronto e l’ascolto sono il primo passo per costruire una cultura dell’inclusione.

Per approfondire temi legati ai rights, all’inclusion and disability visit rightforinclusion.en e scrivi nella sezione Partecipa o su info@rightforinclusion.it