🎙️Puntata 7 – Ferma, ma non immobile: la mia storia di sport, disabilità e libertà

🎧 Listen to article read by Nicoletta:

Quando lo sport diventa un luogo di crescita, autonomia e consapevolezza

Dopo una pausa, torna la rubrica “Donne e Disabilità” of Right for all children and adults.

Uno spazio dedicato alle stories, alle experiences e alle riflessioni sulle donne con disabilità, perché ogni voce può contribuire a costruire una cultura più inclusiva.

Ripartiamo da una storia personale: un racconto di sports, autonomy and awareness. Perché a volte un’esperienza può diventare il punto di partenza per riscoprire sé stesse.

Raccontare un percorso individuale significa anche aprire una riflessione su temi che riguardano molte persone: il diritto di scegliere, di partecipare e di essere riconosciute oltre ogni stereotipo.

Quando lo sport diventa un nuovo punto di partenza

Ogni volta che indosso la divisa e mi preparo a salire in pedana, il cuore accelera prima ancora del corpo.

È una scarica di adrenalina, fear and concentrazione totale.

Per molti è solo sports.

Per me è la dimostrazione che, anche dopo le difficulty, posso continuare a costruire il mio percorso.

Non è sempre stato così.

I started to practice sport agonistico in un periodo difficile, quando lo stress and cambiamenti fisici sembravano aver preso il controllo della mia vita.

Avevo bisogno di qualcosa che mi aiutasse a ritrovare equilibrio.

Lo trovai quasi per caso, osservando l’allenamento di atletica di un’amica. Guardare quelle persone correre mi fece desiderare di provarci anch’io.

Atletica: il primo passo verso la libertà

All’inizio fu una discovery.

Correre mi faceva sentire libera: restavano il rumore dei passi sull’asfalto, il respiro, la fatica e la soddisfazione di ogni piccolo traguardo.

Ogni metro conquistato era una prova che potevo andare oltre ciò che credevo possibile.

L’atletica mi insegnò che il corpo non è soltanto un limite da affrontare, ma anche uno strumento attraverso cui scoprire nuove possibilità.

Poi arrivarono gli obstacles.

Gli allenamenti erano lontani da casa, troppo tardi la sera e difficili da conciliare con la quotidianità.

Smisi, con la sensazione di aver perso qualcosa di importante.

Ma non volevo rinunciare allo sports.

La scoperta della scherma in carrozzina

Cercando una nuova strada scoprii una palestra di scherma vicino casa.

Non conoscevo quella discipline, ma decisi di entrare.

The prima volta in pedana fu diversa da come l’avevo immaginata.

La carrozzina fissata al telaio, la maschera abbassata, la spada stretta in mano”.

Non potevo avanzare né arretrare, ma capii subito che nella scherma il movimento non è tutto.

Contano il tempo, la precisione, la strategia e il coraggio di mettersi alla prova.

In quella pedana ho scoperto che la freedom non dipende solo da ciò che il corpo può fare, ma anche da ciò che una persona sceglie di provare.

In pedana ho riscoperto me stessa

Quando iniziò l’assalto accadde qualcosa.

Non pensavo più ai miei limits o alle difficulty.

Ero lì, presente, concentrata solo su quel momento.

The wheelchair fencing mi ha insegnato che la sfida più importante è spesso quella con sé stessi.

Ogni errore può diventare un nuovo tentativo. Ogni difficoltà può trasformarsi in un’occasione per crescere”.

Dopo il primo allenamento ero stanca, but felice come non mi succedeva da tempo.

Dissi al maestro che a settembre mi sarei iscritta.

Lui sorrise ricordandomi che avevo ancora un mese di prova.

Io, invece, avevo già capito di aver trovato il mio posto”.

Lo sport non cancella la disabilità, cambia lo sguardo su di sé

Da allora è cambiato il mio modo di guardarmi.

The sports non ha eliminato le difficulty, ma mi ha insegnato a non lasciare che fossero loro a definirmi.

Ho imparato che si può cadere, sbagliare e attraversare momenti difficili senza smettere di credere nelle proprie possibilità.

Non perché si diventi invincibili, ma perché si impara a rialzarsi.

Anche da ferma, non sono immobile

Quando l’assalto finisce e sollevo la maschera, torno alla realtà“.

Ma porto con me ogni allenamento, ogni sconfitta e ogni piccolo miglioramento.

Il cammino è fatto anche di passi che spesso nessuno vede, ma che costruiscono giorno dopo giorno la persona che diventiamo.

E io lo so bene:

anche da ferma, non sono immobile.

Perché raccontare le storie delle donne con disabilità

Le storie delle women with disabilities sono tante e diverse.

Raccontarle significa andare oltre gli stereotipi e ricordare che la disabilità non è l’unico elemento attraverso cui guardare una persona.

Prima di ogni limit c’è una donna con sogni, capacità, desideri e il diritto di essere protagonista della propria vita.

Contacts “Donne e Disabilità” nasce per dare spazio a queste voci e creare un luogo di confronto e consapevolezza.

Perché linclusion passa anche dalla possibilità di raccontarsi.

Call to action

Racconta la tua storia, costruisci inclusione

Ogni storia può cambiare uno sguardo.

Un’esperienza vissuta, a sfida affrontata or conquista raggiunta possono diventare un messaggio capace di arrivare ad altre persone e contribuire ad abbattere pregiudizi.

Right for all children and adults vuole dare spazio alle voci, ai percorsi e alle esperienze che raccontano un’inclusione possibile.

Hai una storia da condividere? Vuoi raccontare un progetto, un’esperienza o una realtà che promuove l’inclusione?

Write on rightforinclusion.en nella sezione Partecipa o su info@rightforinclusion.it